Formazione manageriale e
comportamento organizzativo

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Saper gestire le persone non è facile: c’è chi parla di arte, c’è chi ritiene che basti un po’ di savoir faire e carisma…, c’è chi non si pone il problema, perché ritiene che esso riguardi gli altri e di certo non se stesso dopo anni di azienda! Però, c’è anche chi è motivato a crescere da questo punto di vista. E al di là dell’anagrafica!

Saper gestire le persone si può apprendere, senza trasformismi camaleontici personali, senza bacchette magiche dell’impossibile.

Alla luce di decenni di esperienza con molte e differenti organizzazioni e con persone a vari livelli di responsabilità  (da quadri intermedi a top manager) appare chiaro che i fronti più delicati della gestione risorse umane, spesso riguardano: la gestione del feedback, il rapporto capo collaboratore, le questioni sull’auto motivazione e come motivare gli altri,  la gestione dei conflitti e la loro prevenzione costruttiva, il difficile equilibrio tra costruzione del consenso e presa di decisione, l’agire in presenza di forti vincoli, la gestione delle priorità e delle emergenze a fronte di risorse scarse, come riconoscere le unicità, i meriti e valutare le prestazioni responsabilizzando i collaboratori, gestire relazioni di gerarchia diretta e/o funzionale in realtà complesse, intrise di tensione, cambiamenti, imprevisti e cambi di direzione o di strategia.

Tutti questi ambiti, e anche altri,  sono terreni di esperienza delle persone, di approcci caratteriali, di apprendimenti sviluppati nel tempo, di successi e sconfitte, di soddisfazioni e delusioni, che raramente vengono visualizzati, capitalizzati e resi fonte consapevole di elaborazione di strategie e miglioramenti gestionali, di individuazione di azioni più adeguate per affrontare le novità, le situazioni ormai percepite stagnanti o quelle che necessitano di nuove chiavi di lettura per poter essere ridefinite e sostenute in modo più efficace ed opportuno.

La formazione dedicata a questi aspetti della gestione risorse umane, anche se il tempo trascorre, resta un caposaldo di crescita di intelligenza organizzativa, di intelligenza manageriale.

Per potenziare la capacità di autolettura della propria realtà interiore come capi e in termini organizzativo-gestionali  e potenziare l’autonomia di assunzione di comportamenti manageriali costruttivi per sé, per i collaboratori e per l’azienda in cui si opera, la formazione mirata è uno strumento attuale, che va oltre le mode, che va oltre pacchetti standardizzati, che – al di là di strumenti più o meno innovativi-  è efficace solo se aiuta concretamente  le persone ad acquisire letture e apprendimenti che ampliano la visuale delle tecnicalità di self efficacy come capi, se fornisce strumenti di comprensione del proprio gruppo di lavoro e tecniche per la costruzione della fiducia nel e col gruppo di riferimento, se offre linee guida per una direzione realmente partecipativa senza che ciò vada a scapito dell’autorevolezza, in nome di un apparente non ruolo del capo.

Commettere errori è umano, è normale.  Imparare dagli errori non è scontato: bisogna in primo luogo comprendere che si è fatto un errore. Tradurre l’apprendimento di ciò in azione è frutto di consapevolezza e del capire che è necessario apportare un cambiamento al proprio modo di fare. Perché da tale cambiamento derivano maggiori vantaggi e positività, nonostante le eventuali difficoltà a metterlo in atto. E soprattutto bisogna avere chiare le possibilità di azioni positive in relazione alla situazione specifica.

Saper gestire le persone è una cosa seria, perché sbagliando troppo o troppo a lungo si fanno parecchi danni: a se stessi, agli altri, all’azienda dove si ha un ruolo di responsabilità. Danni psicologici e danni economici.

Interventi e contenuti

  • Progettazione e docenza su tematiche globali inerenti la Gestione Risorse Umane, la Selezione, la Formazione, la Valutazione delle prestazioni, e lo Sviluppo
  • Progettazione e docenza su temi inerenti: Comportamento Organizzativo, Competenza Comunicativa, Gestione e sviluppo della Motivazione al lavoro,  rapporti Capo /Collaboratore, rapporti Venditore/Cliente e Operatore nei servizi/Utente, Leadership, Gestione dei Conflitti e Negoziazione (metodo: Harvard Negotiation Project), Dinamiche e Gestione di un Gruppo di Lavoro e di un Gruppo di Progetto, Creatività e Problem solving. Intelligenza Emotiva, Cambiamento e Nuove Competenze, Empowerment, Etica d’impresa. Prevenzione e gestione dello stress nelle organizzazioni. Leadership e linguaggi di genere. Diversity management. Benessere e malessere organizzativo.
  • Verifica dei Livelli di Apprendimento post –formazione.

 

Metodologia d’aula: a partire dalla cura dell’accoglienza, l’attività formativa prevede una didattica interattiva attraverso slide, esercitazioni, casi di studio, role-playing, questionari di auto-diagnosi, storytelling, simulazioni (anche con l’uso della telecamera), video didattici, brani cinematografici.

Principi base: la persona partecipante è protagonista corresponsabile del processo di apprendimento. Il clima di coinvolgimento–confronto nel gruppo è uno dei fattori chiave per lo sviluppo esperienziale e cognitivo delle persone.

Partecipanti: personale professional, commerciale, manageriale e di produzione, in qualità di quadri, dirigenti e top manager di istituzioni, aziende industriali e di servizi (pubbliche e private).
Imprenditori e professionisti di diverse discipline tecnico-scientifiche e rami di attività.