Coaching e counseling

Quali sono le differenze tra coaching e counseling? Come favorire il cambiamento della persona? Come aiutarla verso il miglioramento e il consolidamento delle proprie capacità? Come far tutto ciò “semplicemente” parlando con la persona?
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Perché intraprendere un percorso breve (minimo 8 colloqui)? E, soprattutto, quali possono essere i vantaggi per il soggetto-cliente?  Eccoli:

Visualizzare i punti percepiti critici di una situazione professionale o personale (o di entrambe le sfere);

Identificare le proprie risorse che magari in precedenza sono state apprese e/o anche utilizzate per superare situazioni analoghe, o che si hanno ma non si sa di avere;

Sviluppare una maggiore consapevolezza di sé presupposto di una maggiore solidità e “coraggio” per innescare nuove modalità di approccio ad una situazione problematica o di sviluppo ancora più positivo; Darsi delle priorità per il traguardo di queste;

Individuare comportamentiazioniallenamento a piccoli passi e monitorare ciclicamente cosa si è fatto, cosa ha funzionato, cosa può essere migliorato;

Fino alla riuscita finale di quanto concordato, cioè al raggiungimento degli obiettivi identificati nel patto iniziale della relazione con me in quanto coach & counselor.

Questi sono tutti passaggi da percorrere e vivere con una serenità gradualmente ritrovata, forse con qualche fatica emotiva, ma anche con rinnovata fiducia e determinazione via via in crescendo rispetto alla percezione di impotenza e confusione con la quale la persona ha probabilmente iniziato il percorso di coaching & counseling.

Infatti, una fase iniziale spesso è vissuta in modo ambivalente: con la voglia, il desiderio, la necessità di fare qualcosa di positivo, ma anche con la sensazione di sentire che da soli stavolta non ci si riesce, che sono forse necessari altri strumenti ma non si sa quali e come. Ecco che l’autostima può vacillare, il proprio equilibrio appare precario, non si sa bene cosa si vuole di diverso, ma si sa che qualcosa va cambiato.

Quando si ha questa sensazione che perdura nel tempo, prima che il tunnel si faccia più buio, è importante chiedere aiuto, sfatando eventuali miti dell’io ho sempre fatto da solo/sola,  anche stavolta devo riuscirci… perché sottovalutare un disagio crea più danni di quanto si immagini. 

E il coraggio non è farcela da soli , ma capire che si può chiedere una mano.  Si può chiedere aiuto sia come persone, sia come azienda per figure di direzione intermedia o apicale che sono risorse importanti per la responsabilità organizzativa ricoperta e per la loro funzione gestionale.

E’ chiaro che un intervento di counseling o di coaching per la singola persona o per una azienda necessita di chiavi di diagnosi e di progetto differenti.

Mentre il coaching – o Executive Coaching – è dedicato ai manager e ai professional che vivono nel mondo del lavoro, ed è organizzato e strutturato dall’organizzazione che decide di avviarlo, il counseling si rivolge direttamente alle persone con lo scopo di fornire una relazione di supporto soprattutto per fare chiarezza nella propria vita, indirizzare meglio le proprie risorse, scoprirne altre,  e individuare meglio le proprie soluzioni al fine di vivere meglio.

Ma credo che sia importante chiarire aspetti generali che valgono per entrambe le situazioni.

Nel campo del counseling e del coaching oggi spesso agiscono figure di riferimento improvvisate, come se in questo ambito chiunque sia dotato di buon senso o intuito possa proporsi,  con o senza certificati di formazione ad hoc.

La padronanza professionale di teorie e della tecniche del colloquio ha un ruolo centrale per la riuscita del percorso di queste particolari relazioni di sostegno-aiuto verso e con la persona, ma non bastano, perché la persona–cliente ( o coachee nel caso del coaching)  è protagonista attiva e dinamica di questo rapporto “di coppia” particolare dove la distanza emotiva, la comprensione empatica si integrano, e dove la fiducia è un ingrediente fondamentale.

Il counseling e il coaching sono metodologie e quello che realmente conta è come vengono usate.

Nel tempo ho capito meglio una cosa importante: al di là di corsi specifici di qualificazione, come sempre quello fa la differenza è la capacità complessiva e umana del-della  professionista cui ci si rivolge (nel mio caso sociologa del lavoro e psicologa del lavoro), l’esperienza sviluppata non solo nell’ambito del coaching o del counseling ma quella più ampia di vita e di vita lavorativa in più realtà e con differenti tipologie di persone, l’esperienza e il valore del percorso anche introspettivo svolto, passato attraverso una analisi personale (quella che ho svolto è durata 6 anni con una psicoanalista che non ringrazierò mai abbastanza!), e sempre in divenire.

Tutto ciò funge da nutrimento dello spessore professionale nell’operare come counselor e come coach,  e da alimentatore di una miscela di capacità sviluppate e fondamentali per gestire in modo autentico, professionale, adulto, il rapporto con la persona-cliente e senza derive verso l’onnipotenza. Perché è importante anche essere consapevoli dei propri limiti.

Il mio modo di vedere e vivere il coaching e il counseling come attività professionale si rispecchia sinteticamente in queste righe e spero che esse contribuiscano a trasmettere quella sorta di  fiducia di primo impatto a chi desidera capire se ha bisogno di me come coach e counselor, privatamente o in azienda.

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Il coaching in azienda

Il coaching rappresenta un’occasione di auto-formazione qualitativa, basata su una relazione professionale “one-to-one” caratterizzata da totale riservatezza con un “Coach”.

L’Executive Coaching è diventato l’approccio d’elezione nello sviluppo delle capacità manageriali e in questi termini si è consolidato da alcuni anni come una procedura di buona prassi  in numerose organizzazioni, espandendosi anche in Italia.

L’Executive Coaching rappresenta un potente supporto per prevenire stress professionale e per indirizzare al meglio la propria vita di lavoro, sia nella fase centrale, sia nella fase di avvicinamento all’uscita dal mondo del lavoro. Infatti può essere gestito al fine di un benessere complessivo della persona a 360 gradi, oltre che della qualità delle relazioni e decisioni professionali.

Per i più giovani l’Executive Coaching svolge una funzione di rafforzamento dell’identità organizzativa e di orientamento finalizzato di carriera, avvicinandosi al Career Counseling.

Il coaching permette di sperimentarsi in una situazione “protetta”, avendo a disposizione una fonte di feedback e di consiglio-supporto, al fine di implementare la propria efficacia d’azione manageriale e di conseguire gli scopi di auto-sviluppo, potenziamento e/o consolidamento delle proprie capacità.

L’Executive Coaching rappresenta una opportunità per i colleghi chiamati a parteciparvi, un vero e proprio “vettore di sviluppo” basato su una sorta di “allenamento” e valorizzazione delle capacità individuali.

Team coaching per dirigenti e professional

 

Il Team Coaching è rivolto a piccoli gruppi di persone – minimo 3, massimo 8 persone – che lavorano insieme sia come pari livello, sia nella strutturazione del responsabile con i propri collaboratori.

 

Il Team Coaching è finalizzato a:

  • Esaminare situazioni impegnative ricorrenti in relazione alla gestione delle responsabilità manageriali.
  • Visualizzare le modalità-base di azione organizzativa.
  • Sviluppare nuove modalità relazionali sulla base delle situazioni realmente vissute e in previsione degli impegni futuri.
  • Elaborare strategie idonee ad essere applicate e utilizzate dai singoli partecipanti del team in relazione alle loro specifiche peculiarità.
  • Migliorare l’efficacia e l’efficienza della vita del gruppo, potenziando le risorse e le competenze funzionali tipiche di ciascun membro.
  • Prevenire i rischi dello stress e del disagio lavorativo in ottica di salvaguardia del benessere organizzativo.

Il Counseling per la persona

Il counseling è una relazione di aiuto e supporto, diversa dalla psicoterapia, indicata per le persone che in un certo momento della loro vita sentono la necessità di fare luce sul proprio cammino e sul futuro.

La metodologia prevede un incontro a settimana presso il mio studio, e il percorso si apre con un’analisi congiunta della situazione attuale e con la definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Il percorso di counseling – meno impegnativo e meno profondo della psicoterapia, ma utilissimo per le persone che hanno voglia di realizzarsi e indirizzare al meglio le proprie risorse – punta ad aiutare la persona a vivere meglio per mezzo di progressive chiarificazioni e aggiustamenti alla realtà circostante.

In tal senso il counseling si avvicina ai colloqui di consultazione e di consiglio, ma anche agli interventi di orientamento essendo molto utile, ad esempio, ai giovani che sono indecisi sulle scelte universitarie e/o di lavoro, ma anche alle coppie adulte che attraversano fasi di scarsa comprensione reciproca nello sviluppo della loro relazione.

Un’ulteriore e importante area di applicazione del counseling è quella rivolta specificatamente alle donne. Sia alle donne che vivono situazioni problematiche nella loro vita sociale o di coppia, sia alle donne che incontrano problemi nel mondo del lavoro (nei ruoli manageriali o nei ruoli tecnici e professionali). Più in generale, il counseling si può così applicare alle condizioni di disagio esistenziale che la donna può vivere nel mondo di oggi.