Giornata Mondiale del Cuore

Per vivere e lavorare bene ci vuole cuore! Non solo per il battito!!!

Oggi è la giornata mondiale del cuore. Il cuore ha a che fare con l’empatia? Certo, le emozioni che proviamo ci servono! Quindi sentire il proprio cuore, le proprie emozioni aiuta a capirsi meglio e a capire emotivamente meglio gli altri. Questo è uno dei noccioli dell’empatia. Tenendo conto che capire, comprendere non significa condividere o provare le stesse cose. Significa cogliere, ascoltare, riconoscere cosa si prova dentro di sé e cosa prova l’altra persona.

Ma come batte in tal senso il cuore delle donne nella vita privata e sul lavoro? Il possedere empatia, flessibilità e socialità e capacità di apprendimento e di superamento rispetto alle avversità, sono una combinazione di caratteristiche che, secondo molte ricerche internazionali, consentono alle donne di esprimere un approccio unico verso che fare con la delusione, il rifiuto o situazioni che non funzionano. Tendono all’auto-critica, ma poi si scrollano di dosso ogni sentimento negativo, imparano ciò che è necessario e si danno da fare! Certo ci sono eccezioni, ognuna è chi è e sa essere/fare, ma tendenzialmente dalle ricerche socio-psicologiche e manageriali questo è il dato che emerge.

Ciò non significa che gli uomini non abbiano, ad esempio, empatia, ma su questa dimensione le donne manifestano una capacità maggiore. Inoltre, anche per dedicarsi all’innovazione serve uno sguardo aperto, ampio, che guarda al mondo che legge i cambiamenti. Contemporaneamente serve un senso autocritico verso di sé, e la capacità di vedere e ascoltare gli altri come diversi da sé: è così che può svilupparsi l’empatia.

 

Se vuoi approfondire come migliorare la tua capacità di empatia e di relazione con gli altri, puoi utilizzare il counseling alla persona. Per maggiori informazioni clicca qui.

Per le aziende interessate a potenziare l’empatia e le altre soft skill rispetto a figure manageriali o altre figure:

Open space sì, open space no…?

Ottimi spunti dalle interviste nell’interessante articolo di L. Barbieri sul Corriere della sera del 23 luglio.  Pareri di esperti con prospettive differenti affrontano la questione sui vantaggi e rischi dell’ufficio open space, a partire dagli spunti offerti da una ricerca di Harvard.

Secondo gli studiosi della prestigiosa università americana i dati della loro indagine stravolgono oggi il motivo per cui l’open space si è diffuso ormai da tempo negli uffici di migliaia di aziende nel mondo. E tra gli esperti italiani intervistati da Barbieri i pareri in proposito sono discordanti.

Il fatto è che l’ambiente di lavoro può essere strutturato fisicamente in molti modi e in ogni caso incide sul fattore psicologico di chi ci lavora e sulle dinamiche interpersonali tra colleghi e con i capi. Spesso oggi anche in fabbrica sono superati gli ambienti di officina rappresentati dal genio di C. Chaplin in Tempi Moderni (1936, https://www.youtube.com/watch?v=I37VtQbOa7M), perché sono le persone che controllano le macchine o in altri casi l’organizzazione del lavoro è in mano alla robotica. D’altro canto, negli ambienti lavorativi di ufficio, le situazioni variano da imprese innovative dove sono state organizzate ampie zone di differente colore a seconda dell’obiettivo per cui si usano quei determinati spazi ( blu per pensare, verde per rilassarsi, colori tenui per colloqui riservati, bianco e legno per brevi riunioni, salottini per incontri informali o con ospiti esterni), ad altre aziende dove il grigio anonimo domina ovunque e l’intonaco dei muri  cade a pezzi da anni, deprimendo ogni giorno chi lì lavora, nell’ignoranza voluta o nella cecità inconsapevole del peso di questi fattori ambientali da parte di chi dovrebbe invece gestire in modo sano le persone, o risorse umane che dir si voglia.

Sono questi alcuni dei temi di cui si occupa la psicologia del lavoro e di cui in Italia uno dei massimi esponenti è il Prof. Andrea Castiello d’Antonio, intervistato da Barbieri e con cui recentemente ho anche scritto RISORSE UMANE E DISUMANE. COME VIVERE OGGI SUL PIANETA R.U. (2017, Giunti Psychometrics , https://www.giuntios.it/catalogo/volume/risorse-umane-e-disumane).

E tu pensaci un momento: che esperienza hai al riguardo? Come è la tua vita con i colleghi e le colleghe di ufficio in open space o nel chiuso di una piccola stanza?

Se hai difficoltà di relazione professionale con alcuni di loro o con i capi e vuoi una mano, posso esserti utile attraverso un percorso di counseling mirato ad affrontare meglio e risolvere positivamente le questioni di clima di lavoro che ti stressano e ti fanno passare la voglia di andare in ufficio.

Per saperne di più rispetto alla mia esperienza che può esserti di supporto, leggi qui.
Per contattarmi e avere maggiori informazioni per un colloquio gratuito scrivimi: lucianadambrosiomarri@gmail.com

 

 

Paura, rancore, rassegnazione e coraggio nell’affrontare la complessità

Su Leadership&Management è da poco stato pubblicato un mio articolo dal titolo Paura, rancore, rassegnazione e coraggio nell’affrontare la complessità. Prendendo spunto dal 51° Rapporto CENSIS sulla situazione del Paese, nostalgia, risentimento e incertezza producono l’oscillazione tra malessere e ricerca della felicità. Secondo me  in certi contesti non solo lavorativi  si  assiste quasi ad uno “sforzo alla felicità” che può diventare un rischioso tentativo bulimico. Sì: sforzarsi a tutti i costi di essere felici può portare in realtà una forte depressione.
Come sostiene Han “la depressione è la malattia di una società che soffre dell’eccesso di positività” (2012). Come recuperare allora una autentica spinta positiva e propositiva a livello sociale e professionale?

Ecco una mia riflessione sull’argomento nell’articolo che puoi leggere qui

“100 DONNE CHE CAMBIERANNO L’ITALIA ” – Presentazione libro agli Stati Generali delle Donne 2018

100 DONNE CHE CAMBIERANNO L’ITALIA (KKIEN,2018), il libro curato da Marta Ajo, scrittrice e giornalista, è stato presentato con l’autrice il 21 maggio scorso a Roma, nella prestigiosa Sala della Stampa Estera.

Il libro – nato su iniziativa di Ajo con Isa Maggi, STATI GENERALI DELLE DONNE –  raccoglie e mette in evidenza vite, pensieri e curricula di donne significative che possono dare un importante contributo e valore aggiunto in ruoli di responsabilità nei vari ambiti della società per le loro caratteristiche di competenza, professionalità, meriti, capacità e desiderio di essere utili alla collettività, sia di organizzazioni nel mondo del lavoro,  sia della società più ampia, in senso civico e di impegno politico e pubblico.

Nella presentazione romana,  il tema del libro è stato ampliato sul focus sulle competenze visibili e  invisibili delle donne, affrontato in questa sede con preziosi, originali, ricchi spunti e differenti angoli di visuale offerti dai vari interventi delle relatrici e dei relatori presenti il 21 maggio a Roma.

In questa occasione, il mio intervento, come una delle 100 Donne del libro in cui ho l’onore di essere stata inserita, è stato dedicato in particolare al fatto che la visibilità delle competenze delle donne dipende da molti fattori. E la questione della loro visibilità è connessa anche alla questione del potere, oltre che a quella della meritocrazia spesso invocata ma rara, soprattutto se si tratta di affidare ruoli apicali alle donne. Inoltre, la gestione del  potere e della responsabilità può riservare novità e sorprese positive che riguardano nuove forme concrete di leadership, ma anche celare alcuni pregiudizi di cui sono portatori spesso non solo gli uomini, ma anche le donne.

Ecco il video del mio intervento:

Per approfondire e acquistare il libro clicca QUI 

 

 

Intervista sul Corriere della Sera “Invenzioni di donna che hanno cambiato la nostra vita”

Vi siete mai chiesti chi ha inventato Monopoli o il bianchetto o i tergicristalli, e altri oggetti che si usano spesso o tutti i giorni? Le donne, che anche così fanno la storia!

Ne parlo con Elvira Serra nel suo articolo del 19 maggio sul Corriere della Sera. Per leggerlo clicca QUI

Da Ipazia, scienziata dell’antichità di Alessandria di Egitto a Samantha Cristoforetti, la strada delle donne nella scienza è piena di difficoltà, ostacoli e tabù.  Basti pensare che sono solo 17 i Nobel riconosciuti alla scienza femminile su oltre 500 premi assegnati nelle discipline scientifiche nel XX secolo e in questa parte del XXI.

Inoltre le donne si danno da fare in modo concreto nell’inventare, nell’intuire i bisogni,  come dimostrano  anche le start up lanciate dalle donne  dedicate alla cura, al benessere sessuale,  di e commerce, di aziende bio-tech, di app.  Pure in Italia le donne sono in movimento:
http://startupitalia.eu/87252-20180316-startup-declinate-al-femminile-le-10-female-founders-2018-shetech

Purtroppo se ne sa poco,  il soffitto di cristallo esiste ancora anche in ambito scientifico, dove la “razionalità” e il vantaggio collettivo dovrebbero quasi per definizione prevalere (!), e allora è giusto parlarne e segnalare esempi positivi, perché per le donne affermarsi anche nella scienza non è una mission impossibile!

Per approfondire il tema scarica gratis qui il libro YES WE STEM

 

Nuovi tratti di leadership: una questione di genere?

Nuovi tratti di leadership: una questione di genere?

La convivenza organizzativa tra donne e uomini nel mondo del lavoro non è semplice, e tantomeno la questione della leadership e del potere.

Molte donne al vertice esprimono nuovi tratti di leadership. Tratti innovativi, praticati nella realtà quotidiana della vita e del lavoro, che possono essere appresi anche dagli uomini. Infatti l’apprendimento reciproco tra generi di stili di leadership proficui ed  efficaci  può favorire risultati migliori e migliore qualità della vita in azienda e nel privato.

Continua a leggere il mio articolo pubblicato sulla rivista  LEADERSHIP & MANAGEMENT  il 7 maggio 2018.

La Festa della Mamma: un giorno di festa?

Giorno di festa? Di certo un’occasione per fare il punto su se stesse e sull’essere mamma, fonte di gioia ma anche di stress

Madri lavoratrici, un connubio che sembra non riuscire ancora a trovare una soluzione. Molte di loro si domandano come sia possibile cercare un’occupazione che assicuri il sostentamento se, contemporaneamente, occorre badare alla prole. Molti i casi di donne con contratto a tempo determinato, le quali devono dire addio a qualsiasi prospettiva di rinnovamento, nel momento in cui si manifesta la gioiosa gravidanza. Magari con un marito o compagno che non arriva a percepire 1000 euro di stipendio mensile. Inoltre spesso la donna in Italia, anche oggi nel XXI secolo, sente la pressione sociale e culturale del dover essere mamma, il che può diventare spasmodica ricerca della maternità a tutti i costi, non solo quindi per autentico desiderio, ma anche perché appare come l’unica dimensione in cui la donna può esprimersi e sentirsi riconosciuta (di ciò ne parlo anche in questa intervista)

Inoltre, questo emerge anche dalla mia esperienza con donne che seguo in percorsi individuali di counseling alla persona, donne così concentrate nella ricerca e realizzazione di sè esclusivamente attraverso la maternità che hanno però perso il senso della propria identità a 360 gradi, hanno smesso di cercare un’opportunità lavorativa in nome del dover seguire bene i figli, purtroppo spesso anche colpevolizzate dalle stesse madri nell’eventualità tentassero di conciliare lavoro e gestione della maternità. Senza parlare poi delle figure maschili non sempre entusiaste di condividere genitorialità e quotidianità. Inoltre anche essere mamma di adolescenti non è cosa facile, anzi i problemi cambiano ma non finiscono! E qualche volta quasi ci si vergogna con se stesse del poter sentire dentro di sé che i figli possono rappresentare un freno, un blocco, possono essere antipatici, con tutto il bene che si può contemporaneamente provare per loro.

E tutto ciò resta dentro, fa male, si cerca di non pensarci… ma resta, influenza le scelte e i comportamenti,  fino a che non ci si lavora un po’ su, sciogliendo così finalmente nodi che impediscono di stare meglio e affrontare meglio le situazioni!
Spesso essere mamme porta a sviluppare nuove capacità, chiavi e aspetti di sé sconosciuti, quindi un patrimonio che può essere valorizzato e bene usato dalla donna per il benessere di sé e degli stessi figli.

Ecco allora che fare il punto sul proprio essere mamma, tra gioie, difficoltà, qualche senso di colpa, un po’ di frustrazione per aver rinunciato ad una parte importante di sé, può valere la pena per non perdere completamente di vista se stesse.

In questo può essere utile il mio supporto attraverso il counseling alla persona: per saperne di più puoi contattarmi direttamente via email, chiamarmi al numero 3478551024 e leggere qui.

Per approfondimenti sul mio contributo e consulenza alle imprese e al personale in azienda su questi temi,  clicca qui:

Una riflessione sul Primo maggio

“Il Primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento”.

Così iniziava un articolo pubblicato su la rivista La Rivendicazione,  il 26 aprile 1890, quando fu ratificata in Italia la festa del 1 maggio.

È passato più di un secolo di battaglie e conquiste,  il mondo del lavoro è stravolto da cambiamenti e ritmi inimmaginabili.

Ecco un cenno sull’oggi di risorse umane e management: ho letto il libro “La società della stanchezza” di Byung-Chul Han e voglio condividere qualche riflessione su questo piccolo volume”

Clicca qui per leggere la mia recensione!

Giornata Mondiale del Libro

Leggere fa bene, con la cultura si mangia, leggere aiuta a pensare.

Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine” ha scritto Virginia Woolf.
Bella è l’immagine di questa frase, e di quanto leggere sia una fonte di benessere per le persone.

Ma quanto si legge in Italia?
Secondo i dati ISTAT 2016, i lettori sono sempre meno: le percentuali scendono dal 42% del 2015 al 40,5% con un calo pari all’1,5%. Inoltre dalle ricerche ISTAT emerge anche l’idenkit di chi legge…. E si scopre che le donne leggono più degli uomini (il 33% degli uomini intervistati dichiara di aver letto un libro nell’ultimo anno, mentre per le donne la percentuale sale al 47,1%).
Per altri dati puoi leggere QUI
Leggere aiuta anche a viaggiare e i libri fanno compagnia: “Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.”(Tiziano Terzani).
C’è chi legge preferendo il cartaceo, c’è chi preferisce l’e book, ognuno ha gusti e preferenze di lettura, l’importante è non smettere mai di leggere!

A me piace leggere romanzi e testi d’attualità sul mondo del lavoro e sulle relazioni interpersonali, ma mi piace anche scrivere su temi professionali che mi appassionano e offrire apprendimenti e spunti di riflessione che provengono dalla mia esperienza e che penso possano essere interessanti e utili per le persone che si muovono con interessi simili sul piano umano e su quello lavorativo.
Per dare uno sguardo alla mia bibliografia CLICCA QUI

World Creativity and Innovation Day

OUT OF THE BOX! Pensare fuori dagli schemi!

Questo può essere uno degli slogan del pensiero creativo e del fare innovazione!

Oggi è la giornata internazionale della creatività e dell’innovazione: le ricerche internazionali dimostrano che ovunque i team composti da donne e uomini sono più innovativi, e generano soluzioni più creative e adeguate alla risoluzione dei problemi.

  • Come sviluppare in team la capacità del pensiero creativo?
  • Come favorire nel gruppo un apprendimento diffuso e generare innovazione?
  • Il team coaching in azienda può essere utile per questo obiettivo.

Per approfondire il mio contributo professionale per le aziende in proposito vai a Coaching e Counseling.