“After. Il mondo che ci attende”. La mia recensione pubblicata su Panorama Risorse Umane – maggio 2022

Recensione del libro "After" a cura di Luciana d'Ambrosio Marri

Un rinoceronte grigio e il VUCA sono i protagonisti di AFTER.
Due future makers, Cristina Pozzi e Andrea Dusi, imprenditori, e molto impegnati per rendere migliore il mondo che verrà, sono gli autori di questo libro.

Altro che “cigno nero”. Il rinoceronte grigio è la minaccia di forte e grande impatto, molto probabile ma poco considerata: et voilà il Covid 19.

After, il dopo, può essere affrontato solo con il modello VUCA, acronimo di volatilità, incertezza, complessità, ambiguità. Che poi sono i tratti della nostra epoca.

Con cui tutti, manager o altro, abbiamo a che fare.

Allora per capire, decidere, dotarsi di visuale da cui dipende la nostra vita e quella degli altri, AFTER va letto e ecco la mia recensione.

UN CAFFÈ CON JEAN PAUL FITOUSSI

Intervista di Luciana d'Ambrosio Marri a Jean Paul Fitoussi

Jean Paul Fitoussi ci ha lasciato esattamente un mese fa.

Ho avuto l’onore di intervistarlo nel 2008 a Cortona davanti a un caffè.

Spunti e chiavi di lettura del grande economista e studioso sono sempre attuali anche per le competenze del management che vuole affrontare efficacemente la complessità che viviamo e abbiamo di fronte.

Intervista di Luciana d'Ambrosio Marri a Jean Paul FitoussiUn elemento di fiducia per il futuro è dato dal muoversi nel progettare, nello sviluppare il sapere e la produttività. Questa trilogia è una chiave importante per affrontare il futuro.

Questa una delle risposte di Jean Paul Fitoussi durante la mia intervista del 2008.

Leggi qui l’intervista completa.

INTERVISTA SU GIOVANI E TEMPO LAVORO

Ecco la mia intervista su GIOVANI E TEMPO LAVORO a RADIO NORBA NEWS

Secondo una ricerca Acli-IREF, 1 lavoratore giovane su 4 ha uno “stipendio da povero”. Forse allora anche il concetto di gavetta va aggiornato al XXI secolo perché retribuzione e tempo di vita e lavoro sono valori conciliabili con gli interessi delle imprese, anche se alcuni fatti di cronaca mostrano che in molti non lo hanno capito.

I dati dicono che le aziende dove si punta al coinvolgimento delle persone, dove il lavoro e retribuzione sono dignitosi, dove migliore equilibrio tempo lavoro e tempo vita è praticato, dove si investe nella formazione i risultati di business sono migliori. Ovunque.

 

Clicca qui per vedere l’intervista a Radio Norba News

Per approfondire la ricerca ACLI Clicca qui

SALDATORI, CALDERAI, INFORMATICI, MONTATORI, CERCANSI

Il ruolo della scuola nella formazione dei giovani

“Lavoro: 359mila assunzioni previste dalle imprese a marzo 2022, ma il conflitto in Ucraina e il rapido incremento dei costi mettono a rischio le prospettive di ripresa.” 

Questo il quadro secondo il Rapporto Excelsior di Unioncamere (marzo 2022) che così continua: “E’ al 41,1% la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento …che sale al 58,4% per gli operai specializzati, al 56,1% per i dirigenti, al 48,0% per le professioni tecniche e al 44,1% per le professioni intellettuali e scientifiche. Le figure di più difficile reperimento sono Tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (67,2%), Artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (67,1%), Fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica (65,8%), Tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (61,1%), Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili (61,0%).”

Solo questi dati basterebbero per far capire, se ancora ce ne fosse bisogno, l’importanza di investire nella formazione degli istituti tecnici, nella loro valorizzazione, nell’evitare che siano percepiti il refugium peccatorum, una sorta di ripiego per chi non può o non vuole iscriversi al mitico liceo, per poi dover proseguire necessariamente gli studi all’università fino alla laurea inevitabilmente magistrale, dato che la laurea breve in Italia conta pochissimo perché la cultura e i modelli spingono verso il pezzo di carta-traguardo finale, al di là che le persone giovani siano interessate a studiare oppure no. 

Non credo nella soluzione della scuola come fucina per le imprese. Sono convinta che la scuola debba formare le persone giovani per prepararle alla vita sempre più complessa e fornire loro una cultura di base, spirito critico e senso civico, qualsiasi indirizzo di studi esse scelgano, tecnico, scientifico, classico, sperimentale, musicale, ecc.

Se i lavori tecnici fossero socialmente e culturalmente valorizzati anche nel riconoscimento economico, ciò aiuterebbe il processo per cui da una parte chi proviene da una famiglia benestante potrebbe, senza timore di giudizio sociale negativo, avere il piacere e la passione di iscriversi a un Istituto Tecnico,  senza timore di deludere aspettative familiari, e dall’altra chi proviene da una famiglia meno agiata si iscriverebbe, desiderandolo autenticamente, ad un liceo, non solo per fare contenti mamma e papà che vogliono a tutti i costi la prole laureata.

Il rischio è comunque l’assenza di reale motivazione a studiare qualcosa per fare (interessarsi a) qualcosa e ciò avrà conseguenze inevitabili nel mondo del lavoro, dove è difficile orientarsi a ogni età, figuriamoci a 13 o a 18 anni. Sembra di essere tornati agli anni Sessanta o Settanta, pure rispetto alla questione dell’ascensore sociale che però all’epoca funzionava. Ora XXI secolo, l’ascensore sociale si è rotto, e quindi motivazione, impegno, merito, dovere e competenze sono aspetti che vanno curati soprattutto da chi elabora politiche che dovrebbero essere nutrite da visione per lo sviluppo equo e sostenibile del Paese e della comunità. 

Se poi pensiamo alle professioni del mondo digitale, l’arretratezza dell’Italia è spaventosa, il digital divide è tema centrale in ogni agenda ufficiale ma logiche e tempi sono fuori luogo rispetto alle necessità: questo il quadro dal Rapporto annuale 2020 dell’Istat. Le diseguaglianze aumentano

Dovremo premere l’acceleratore, anzi più acceleratori contemporaneamente. Se non lo facciamo, paradossalmente il pericolo è andare a sbattere, e il Paese si farà molto male. 

Qui il Rapporto Excelsior.

GENITORIALITÀ, CONFLITTI FAMILIARI E LIBERTÀ DI SCELTA

GENITORIALITÀ, CONFLITTI FAMILIARI E LIBERTÀ DI SCELTA

Questo il tema al centro della puntata di FORUM di giovedì 21 aprile, dove sono stata ospite di Barbara Palombelli per parlare di un caso di vita familiare complesso e delicato, che offre interessanti spunti di riflessione anche sulla questione dell’identità di genere, e sulla messa in discussione di modelli e orientamenti percepiti tradizionali.

Tutto diventa ancora più difficile quando poi la situazione familiare è dominata da violenza, rancori, vendette e quindi dal conflitto e dall’incapacità di elaborarlo in ottica costruttiva trasformandolo in un momento di crescita pure se complicato per tutti, genitori e figli.   

Intervento di Luciana d'Ambrosio Marri a ForumPer rivedere l’intera puntata, anche con i miei interventi:

👉 clicca qui per la prima parte FORUM CANALE 5

👉 e qui per la seconda parte SPORTELLO DI FORUM RETEQUATTRO

25 APRILE: DONNE DI RESISTENZA E DI LIBERAZIONE IERI E OGGI

25 APRILE: DONNE DI RESISTENZA E DI LIBERAZIONE IERI E OGGI

25 APRILE IERI:

“35mila donne che dal 1943 al 1945 parteciparono alle azioni di guerriglia partigiana per liberare l’Italia dal nazifascismo. Le oltre 4.500 arrestate, torturate, condannate, le 623 fucilate, impiccate o cadute in combattimento, oppure le circa tremila deportate in Germania cercavano semplicemente un’esistenza più dignitosa in un Paese libero dall’autoritarismo fascista. Agognavano spazi di libertà al di fuori dagli schemi precostituiti di un regime che le aveva relegate sempre più a fondo nella sfera familiare e domestica. Molte combatterono in montagna dimostrando abnegazione e coraggio, altre cospirarono, fiancheggiarono, fornirono supporto di ogni tipo ai ribelli nella più totale clandestinità, altre ancora tennero tenacemente in piedi famiglie divise, segnate da violenze e lutti.” …. “Per non destabilizzare lo stereotipo del maschio-guerriero, le donne vennero escluse dalle sfilate partigiane nelle città liberate. Importante fu il riconoscimento collettivo, di natura storiografica, venuto circa un trentennio dopo la fine della guerra”. Le donne nella Resistenza ci sono state e l’hanno fatta. 

25 APRILE OGGI:

LA RESISTENZA DELLE DONNE UCRAINE

“Quando Dio viene a prenderci, gli stringeremo la mano». È il motto delle donne che combattono nell’esercito ucraino. «Donne di un coraggio sovrumano», dice Olena Ponomareva, docente di Lingua ucraina all’università Sapienza di Roma.

SENZA DIMENTICARE LA RESISTENZA DELLE DONNE AFGANE.

DONNE PER LA PACE E LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA: 

SEMPRE, IERI E OGGI, OVUNQUE 

SMART WORKING E BENESSERE ORGANIZZATIVO: VANTAGGI E RISCHI

Smart working e benessere organizzativo

Oggi e domani ecco il lavoro asincrono, svolto da remoto, per cui le persone lavorano potremmo dire da ovunque per ovunque. E sono in molti, persone e aziende, a percepirne i vantaggi.

Non a caso, si sta diffondendo la Yolo economy, insieme da una parte al fenomeno anche in Italia delle grandi dimissioni, e dall’altra alla maggiore consapevolezza del valore anche di business del benessere organizzativo. 

Pandemia e non pandemia, è visualizzato finalmente ora il valore dell’engagement e quindi, anche a distanza, del remote engagement. Certo, va evitata la bulimia da collegamento e da controllo. Infatti è necessario rivoluzionare i propri paradigmi culturali e organizzativi per affrontare l’oggi e il futuro del lavoro perché non può essere come prima, non si possono azzerare le esperienze e gli apprendimenti sviluppati in una nuova dimensione che, seppur nella drammaticità pandemica, ha comunque messo persone e organizzazioni davanti a nuove situazioni, vissuti, logiche di relazione e affettività umano-professionali, eventuali logiche di vita privata e lavorativa con possibilità di nuovi equilibri e nuovi rischi: perché per la prima volta in Italia quasi 7 milioni di persone hanno scoperto il lavoro a distanza, con le sue luci e ombre. Tra queste tecnostress e time porosity sono in agguato e bisogna attrezzarsi.

Questi sono alcuni dei temi che affronto nel mio articolo SMART WORKING E BENESSERE ORGANIZZATIVO: VANTAGGI E RISCHI pubblicato su PERSONALE E LAVORO, n. 643, APRILE 2022. 

Per approfondire leggi qui: Come lavorare in smart working con le tue competenze soft.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA OPPORTUNITA’ E INTERROGATIVI

Recensione di Luciana d'Ambrosio Marri sul libro Intelligenza artificiale

Algocrazia, Androritmo, Algoretica, le Tre Leggi della Robotica di Isaac Asimov, il Principio di Responsabilità…. Come orientarsi negli interrogativi che suscita l’Intelligenza Artificiale (A.I) senza cadere nella Tecnofobia, ma senza nemmeno mitizzare la A.I. fino al punto da sviluppare la Demenza Digitale?

Quali sono le connessioni tra matematica, filosofia e etica? Ecco questioni scottanti affrontate nel libro INTELLIGENZA ARTIFICIALE, di L. Floridi e F. Cabitza. Un testo utile anche per chi si occupa nel campo HR del rapporto persona – organizzazione, non solo per ingegneri e informatici addetti ai lavori.

Leggi qui la mia la recensione su questo libro pubblicata sulla rivista PANORAMA RISORSE UMANE.

DONNE E FACOLTA’ STEM: LA DIFFICOLTA’ DI SCEGLIERE

Donne e facoltà STEM, la difficoltà di scegliere

DONNE E STEM: la difficoltà di scegliere è il tema dell’incontro di EWMD ITALIA dove sono stata intervistata da Tina Rusciano e Daniela Bandera, il 9 marzo.

Credo dobbiamo chiederci: STEM O NON STEM perché questo è un dilemma? Su questo ecco i miei  interventi focalizzati su meccanismi socio-psicologici e boomerang culturali appresi da molte donne anche giovani e spunti di superamento, durante il confronto con importanti scienziate ospiti dell’evento:

Vecchiaia? No, longevità!

Recensione del libro la nuova longevità

In un contesto in cui la vita si allunga, la salute migliora, il progresso e l’innovazione tecnologica hanno raggiunto traguardi inimmaginabili, quali sono le implicazioni tra intelligenza artificiale, robotica e salute?

E’ con questa riflessione che si apre il libro “La nuova longevità” di Andrew J. Scott e Lynda Gratton, due esperti autorevoli con specifiche competenze in ambito economico e psicologico.

Ho scritto una recensione di questo libro perché utile per chi opera a vario titolo nelle organizzazioni di lavoro, offrendo strumenti utili per orientarsi in un mondo in continuo cambiamento.

Leggi qui la recensione.