Questo il titolo del convegno DONNE ECONOMIA & POTERE Ed. 2026 organizzato dalla Fondazione Marisa Bellisario con Presidente Lella Golfo e di cui faccio parte con piacere e orgoglio. È un seminario internazionale che nello splendido scenario delle Corsie Sistine il 16 ottobre (il 17 ottobre il Premio B FACTOR è stato assegnato a tre start up fondate da giovani imprenditrici particolarmente innovative) ha visto al lavoro centinaia tra speaker e socie su 12 tavoli tematici di estrema attualità. Confronto, idee, coinvolgimento, domande sono state l’anima degli scambi spesso proficui e molto interessanti che hanno caratterizzato i lavori. Ho partecipato al tavolo “Oltre le armi: dalla guerra cognitiva alla guerra digitale”, moderato dall’ambasciatrice Elisabetta Belloni che con garbo, spessore di competenze e di esperienze, ha favorito lo svolgersi dei lavori.
A proposito di guerra digitale, e di uno sguardo psico-sociale come sociologa, mi ha fatto anche piacere offrire mie riflessioni e spunti di domanda proprio sul rapporto tra manipolazione e disinformazione, sull’influenza della guerra digitale sulle identità sociali e culturali di un Paese, sul fatto che le nuove minacce a livello geopolitico suscitano maggiore insicurezza, maggiore ansia, maggiore necessità di “protezione” e maggiore aggressività con conseguenze e deragliamenti vari a fronte di ciò che si percepisce etico e della questione di “chi è buono e chi è cattivo”. E l’incertezza pervade tutte le attuali generazioni che convivono anche nelle organizzazioni di lavoro. Allora quali strumenti adottare? Investire in formazione per promuovere consapevolezza anche per riconoscere forme possibili di attacco cyber nella gestione quotidiana delle proprie e altrui informazioni, investire nella prevenzione delle intrusioni informatiche, promuovere collaborazioni e condivisione delle conoscenze sulla sicurezza informatica, anche in ottica multidisciplinare, imparando dalla esperienza di condivisione scientifica che ci ha fatto uscire con un vaccino dalla drammatica emergenza Covid. Ma tutto ciò non basta. Che altro serve? L’incertezza è già nelle nostre vite in quanto esseri umani, ma ora tutto sta cambiando molto velocemente, il potere dei dati e dell’influenzamento delle comunità umane non può rimanere nelle mani di pochi e senza controllo e governo. Ne va della nostra democrazia e della nostra vita attuale e futura. Credo che chi ha responsabilità di governo e di guida delle istituzioni democratiche e delle organizzazioni d’impresa ha la responsabilità e l’obbligo di capire e far capire, senza comode semplificazioni di facile consenso, che siamo nella complessità dell’incertezza e che di fronte a situazioni complesse non esistono risposte semplici, ma vanno individuate nuove soluzioni complesse con visione e prospettiva. La sfida è questa. E siamo già in ritardo. Di certo non ne usciamo da soli.
Puoi vedere qui le più grandi battaglie digitali della storia e di seguito il mio libro su CONFLITTI:
