Autosviluppo e self empowerment sono parole chiave con cui prendere confidenza quando vogliamo capire meglio noi stesse per sviluppare in modo più finalizzato e soddisfacente quelle capacità e quelle doti che possono diventare fattori chiave per il miglioramento del percorso lavorativo.
Questo vale anche per una situazione di re-inserimento sia nella stessa azienda – dove si è interrotto temporaneamente il lavoro per maternità o per altre ragioni – sia più in generale per il rientro nel mondo del lavoro dopo un periodo di sospensione per vari tipi di scelte e/o di difficoltà.

Rimettersi in moto non è facile e talvolta può essere utile farsi accompagnare, per un breve periodo, da una mano esperta che aiuta a vedere le questioni in modo più ampio e da più prospettive, rispettando la tua individualità e i tuoi bisogni. Spesso le strade percorribili e i propri strumenti personali per affrontare le situazioni non appaiono a occhi stanchi o che si fossilizzano su una stessa e unica dimensione. Ciò, infatti, porta a chiudersi a riccio, a non vedere vie di uscita e a sentirsi sotto stress per il tempo che passa in un vicolo cieco.


Ecco dunque alcuni motivi per fare il punto della situazione, non stagnare in una condizione di impasse o di disagio, evitare di accanirsi su sforzi inutili o poco efficacemente indirizzati. Serve fare il punto per provare invece nuove strade o differenti modi di ampliare la visuale della realtà lavorativa che ci circonda. Questo serve per orientarsi di conseguenza e meglio, cercando di conciliare desideri, possibilità, ipotesi di percorso, obiettivi di breve-medio e lungo periodo in modo più coerente e consapevole con le proprie possibilità. Ciò porta maggiore ben-essere sia per la persona sia per l’ambiente di lavoro in cui si opera.

Anche a questo servono il coaching in azienda o il counseling alla persona.
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Per meglio gestire il proprio tempo, definire priorità professionali e stare con i piedi per terra ma guardare anche al proprio sviluppo professionale e di ricerca di motivazione e soddisfazione, puoi usare i colloqui di counseling alla persona di supporto per muoverti meglio nella tua realtà lavorativa, per analizzare con più chiarezza e metodo le tue priorità, per maggiore solidità e consapevolezza delle scelte che ritieni opportune fare. Per approfondire come, leggi la sezione del mio sito dedicata al

Nel nostro Paese è stata istituita al Senato (ottobre 2018) una commissione d’inchiesta per indagare le cause del femminicidio (termine usato per la prima volta da 
La leadership può essere anche gentile e rimanere efficace, anzi produrre anche efficienza coniugando autorità ed empatia? Alcuni leader italiani e internazionali protagonisti dell’attuale scena politica teorizzano e praticano la logica del duro e puro, insomma una versione machista di uso del potere e della rappresentazione del proprio agire che trova elettori e adepti consenzienti quando non deliranti: va certo riconosciuto che quest’approccio dà i suoi frutti in certe situazioni sociali per chi ha volontà di consenso facile e d’effetto sul breve periodo, diffonde paura, atteggiandosi a punto di riferimento sicuro e impavido, che non ascolta, non cerca consigli, anzi se li riceve li azzera.
La gentilezza dei leader aiuta il legame positivo con le persone e la gestione delle relazioni.
La leadership gentile è il contrario della manipolazione o della recita, è autenticità di rapporto con gli altri, collaboratori, ai vertici o di pari livello, è la capacità d’impegno in rapporti reciproci significativi, è creazione di fiducia vicendevole, è provare ed esprimere gratitudine, è il valore dell’umiltà con cui il leader dimostra che sa imparare e che non si monta la testa, rimanendo con i piedi per terra; quindi è capacità di realismo, senza dichiarazioni di autoglorificazione egocentrica, è responsabilità unita alla competenza (parola rara di questi tempi in Italia, dove spesso suscita diffidenza o sospetto anziché fiducia, affidabilità e riconoscimento). 